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| Lettere all'associazione |
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La
lettere di Aurora sull'esperienza Vivere il Mare 2005 |
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Cari Manuela e Andrea,
avevo promesso di scrivere qualcosa sullesperienza fatta con voi in
Aprile e finalmente eccomi qua.
E passato un bel po di tempo, ma come si dice, meglio tardi che
mai.
Voglio ringraziarvi per averci dato la possibilit di provare delle
emozioni che non so nemmeno come descrivere, ma sono state
bellissime, unesperienza indimenticabile davvero. Ringrazio gli
skipper che hanno avuto tanta pazienza con i nostri figli e anche
con noi, e ci hanno fatto divertire.
Soprattutto lultimo giorno fra noi genitori abbiamo parlato di come
erano stati quei giorni, e ci siamo trovati tutti daccordo nel dire
che per i nostri figli stata davvero una bella esperienza, ma per
noi forse lo stata ancora di pi. Trovarsi fra persone che
condividono gli stessi problemi, le stesse ansie, le stesse paure e
anche le stesse gioie e soddisfazioni non una cosa che capita
tutti i giorni. Vedere come crescono questi ragazzi cos speciali e
poter chiedere,senza problemi come si superano certi periodi, come
si affrontano le varie tappe della vita, che non sono come quelle di
tutti i ragazzi, proprio una grande cosa. Ci siamo trovati bene
insieme. Abbiamo riso e scherzato, abbiamo dimenticato per un po
che se ci trovavamo l non era proprio per una vacanza ma per far
fare ai nostri figli unesperienza che li pu aiutare.
Ricordo che la prima sera a cena eravamo ai tavoli ognuno con la
propria famiglia, il giorno dopo, senza che nessuno chiedesse niente
ci siamo trovati con un tavolo di soli ragazzi, che si divertivano,
ridevano fra loro, ed erano tutti, con la sindrome e senza. Si mi fa
ancora stupire questa cosa, li ho visti giocare a calcio, due
squadre miste che si incitavano a vicenda, non cera nessuno che
venisse escluso. Non capita sempre cos. Questo quello che pi mi
piaciuto di quei giorni passati l, questo vivere insieme senza
alcun problema, senza nessuno che ti guarda in modo curioso.
Vi ringrazio ancora e un ringraziamento particolare lo rivolgo a mio
figlio Emanuele, perche' senza di lui non avrei mai fatto queste
esperienza che arricchiscono e che altri non possono nemmeno
immaginare, e che forse un po ci invidiano.
Grazie ancora e chiss allanno prossimo!!!!
Aurora |
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Tesina
per l'ammissione all'esame della 5 superiore di Sara LA SPERANZA |
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Io ho scoperto di avere questa malattia quando ero gia' un po'
cresciuta.
I miei genitori mi hanno portata nella camera da sola e hanno chiuso
la porta senza nessuno che ci sentiva; Il mio babbo mi ha preso in
collo e mi ha spiegato che avevo la malattia Williams. La mamma mi
ha detto che da bambina erano preoccupati per me che non crescevo,
il cuore aveva una valvolina che non andava bene e il rene, se non
facevo l'operazione, si ammalava quell'altro, cosi avevo dovuto
toglierlo subito. Io all'inizio ho reagito un po' male, mi sono
detta: Ma perche' proprio io sono cosi C'e' stato un problema nei
miei genitori o quando sono nata?
E dopo mi hanno detto che non sono stati ne i miei genitori ne
quando sono nata, ma quando la mamma e' restata incinta e' stato
questo cromosoma 7 che si e' staccato un pezzetto e mi ha creato
Williams.
Quando sono andata ad alcune visite al Mayer mi hanno detto che
dovevo stare tranquilla, perche' non c'era altro da fare.
Ma io dicevo: Ma perche' non c' e' niente da salvare?
E mi hanno spiegato la situazione: Mi hanno detto che non avevano
delle medicine o delle sostanze per guarire.
Allora mi sono detta: Allora devo rimanere per tutta la vita cosi E
ho detto: Va bene, rimarra' cos. E mi sono fatta la forza di andare
avanti nella mia vita.
Poi, piano piano, ho cominciato a smettere di pensarci, era giusto
cosi, perche' se no mi creavo dei problemi miei, mi chiudevo dentro
di me.
Ma grazie anche ai miei dottori mi hanno aiutato a diventare una
ragazza normale, e alla mia famiglia.
La mia famiglia mi ha aiutata sia a curarmi sia ad andare avanti,
perche' loro non si arrendevano mai e neanche io.
Alcune decisioni le prendevano loro e alcune decisioni le prendevo
io. Mi sembra anche giusto no?
Nella vita non si puo' pensare solo a quello (la malattia e le cose
difficili).
Ho smesso di pensare alla malattia. GK*cromosoma 7. Ho messo una
croce, perche' tanto non serviva a niente.
E il momento che ho deciso di non pensarci pi, per non rimanere
sempre quella ragazza che piange nel letto.
L' ho detto anche alla nonna Leonetta quando si preoccupava per la
mia caviglia: Non preoccuparti nonna, io so che non ho quella
maledetta elastina, ma io sono intera, non sono in carrozzella, non
devono imboccarmi eccetera. Spero che questa malattia sia
conosciuta sempre di pi e ai genitori dei bambini Williams voglio
dire di non preoccuparsi, perche' se no non facile nemmeno per i
loro figli.
Si scontrano tra di loro e il bambino dir: Chi mi salva? Chi mi
aiuta qui?
Non ha senso Questo.
SARA PAMPALONI
* con GK Sara vuole dire tutti i vari nomi degli esami che fa
periodicamente di controllo
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Lettera
agli Associati |
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I genitori di Marta, nell ambito di una
corretta e capillare informazione, vogliono informare i genitori dei
bambini che avessero problemi di scoliosi e/o cifosi e/o altri
problemi di colonna vertebrale, che a Modena presso la Casa di Cura
Hesperia Hospital, Via Arqu n. 80/a tel.059-449111 ( centralino
), opera una Equipe medica specializzata in chirurgia vertebrale,
facente capo al Professor Stefano Cervellati.
Questultimo reperibile, per visita specialistica, al Centro
Scoliosi e Patologia Vertebrale- Casa di Cura Villa Serena, Via
del Camaldino n.8 Forl tel. 0543-454350, e comunque per qualunque
altra informazione e/o un primo contatto collaborano anche il Dottor
Bettini, la Dottoressa Moscato ed altri efficienti medici,
reperibili presso lHesperia Hospital.
Per eventuali ulteriori informazioni potete anche contattare
direttamente i genitori di Marta al numero telefonico 050-500293.
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